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Spandiconcime, irrigatori e macchinari tecnologici: l’Italia che fa scuola

Che il settore della meccanica agricola sia in crescita lo dimostrano i numeri. I dati sono quelli di Agrievolution, l’associazione mondiale dei Paesi produttori di macchinario agricolo, e sono stati diffusi nel corso della conferenza stampa di presentazione della fiera Agrilevante 2017, lo scorso 10 ottobre. Rassegna biennale leader per l’agricoltura del Mediterraneo dedicata alle macchine e alle tecnologie per l’agricoltura, Agrilevante si è svolta dal 12 al 15 ottobre alla Fiera di Bari: è giunta quest’anno alla sua quinta edizione ed ha ospitato espositori e operatori provenienti dai Paesi del bacino mediterraneo e dell’Africa sub-sahariana. Quest’anno la rassegna ha chiuso registrando un incremento del 21% nel numero di visitatori – più di 70mila totali – rispetto alla precedente edizione, confermando il notevole interesse e l’importanza vitale rivestita dal settore, sia in Italia che all’estero. I numeri presentati da Agrievolution parlano infatti molto chiaro: il mercato delle trattrici e dei macchinari agricoli – che si parli di trattrici, aratri, macchine per l’irrigazione, sistemi di interramento liquami, spandiconcime o cingolati – ha registrato una ripresa su scala mondiale. La ripresa è confermata dalla domanda di mezzi agricoli italiani, che incide significativamente sula produzione nazionale. Le esportazione di macchine e attrezzature nei primi sei mesi del 2017 sono cresciute dell’11,2%, mentre per quanto riguarda la produzione, dopo i cali degli anni scorsi legati al cattivo andamento del mercato interno, nel 2017 si stima un recupero dei livelli produttivi pari a +9,5% rispetto al 2016.

Un trend più che positivo, insomma, che mette in evidenza quanto l’avanguardia tecnica, la creazione di reti e la commistione di competenze specifiche e professionalizzate siano basilari per il buono sviluppo del settore agricolo, tanto importante quanto fragile se non gestito con lungimiranza e attenzione. Non solo: Agrilevante 2017, i numeri registrati sia in termini di presenze che di espositori e i dati statistici sull’andamento del mercato mondiale e nazionale confermano che le aziende italiane possono rappresentare un traino significativo per l’intero settore, e dimostrano che il tradizionale made in Italy – capace di combinare ricerca tecnologica e soluzioni innovative – è un valore aggiunto in ogni ambito.

Sono infatti numerosissime le realtà italiane che, attive in settori apparentemente di nicchia e forti in microcosmi economici spesso sconosciuti al grande pubblico, possono vantare una storia di eccellenza anche nel mondo della tecnologia al servizio dell’agricoltura. Trattasi nella maggior parte di casi di aziende familiari, nate dallo slancio e dalla lungimiranza di uno o più imprenditori che hanno saputo vedere lontano e intuire prima di altri le potenzialità nascoste della tecnologia al servizio del lavoro. La capacità di prospettiva ha premiato le aziende di questo tipo – specialmente in un settore in continua evoluzione e costantemente sotto i riflettori dell’opinione pubblica come quello dell’agricoltura – e ha permesso loro di crescere e di affermarsi come leader strategici, capaci di creare reti di sviluppo e innovazione costruttiva e di ampio raggio e offrire così soluzioni adatte alle nuove esigenze di produzione, di biologico e di tutele in chiave green.

Questo è tanto più valido se si considerano tutti quegli aspetti del ciclo produttivo agricolo che fanno da contorno necessario e fondamentale all’agricoltura intesa in senso stretto: se quindi tutti possono capire l’importanza di un aratro o di una macchina trattrice di qualità, più ardua è forse far comprendere quanto anche la scelta di macchinari avanzati tecnologicamente per l’irrigazione, di spandiconcime adeguate e di sistemi di interramento di liquami d’avanguardia possa incidere enormemente sulla qualità complessiva del lavoro singolo, e del settore nel suo complesso.